Io e il mare non è che proprio abbiamo questo gran feeling.
Essendo di color bianco cadaverico, le ustioni, gli eritemi sono alla portata del giorno.
Insomma, come una bambina che fa le picche, nel corso degli anni non ero io che non piacevo al mare, era lui che non piaceva a me.
Ma, essendo donna e quindi volubile, non disdegno mai qualche giorno a fine di un tour, ferma, godendomi qualche raggio di sole, in tutto relax.
E così, dopo un viaggio zaino in spalla nei Balcani, decido di raggiungere Ksamil, in Albania.
Arrivarci non è così semplice, o meglio semplice è semplice, ma non tanto agevole. Da Tirana partono autobus, della grandezza dei nostri scuolabus, che in circa 8 ore arrivano a Saranda, una sorta di Rimini albanese, distante circa 20 – 30 minuti da Ksamil.
Arrivati a Saranda possiamo scegliere di procedere o con un autobus ulteriore oppure con un più comodo e veloce taxi.
Insomma nel tardo pomeriggio arrivo Ksamil.

La vista che si apre davanti agli occhi mi riempie subito lo sguardo.
Situata nel Parco Nazionale del Butrinto, Ksamil è una piccola cittadina circondata dal verde.
Anche se l’urbanizzazione è un po’ selvaggia, senza né criterio né piano regolatore, le strutture ricettive, così come le abitazioni, sono di grandezza modesta.
Molti sono ancora i cantieri, o meglio, come poi scoprirò in seguito, in Albania nessuna casa è finita, sono sempre pronti a rialzarla di un ulteriore piano se mai ce ne fosse la necessità.
La sensazione che si prova, gironzolando nella sua unica via, è quello di essere in un film anni ’60. Il tempo si è fermato.

La spiaggia di Ksamil si affaccia su quattro isolette facilmente raggiungibili a nuoto. Il mare turchese e cristallino fa da padrone, aprendo scenari mozzafiato, con Corfù sullo sfondo visibile da qualsiasi punto.
Le spiagge, di sabbia chiarissima, non sono molte e sono molto spesso affollate e, se siamo alla ricerca di tranquillità, è preferibile recarsi con una barca in una delle isole più piccole oppure camminare per poche decine di metri dirigendosi verso l’estremità del paese.

Il costo della vita, più caro di altri posti in Albania, è per noi comunque conveniente:
– Un ombrellone e due lettini costano circa 4 euro il giorno;
– Le bevande da 1 a 2 euro;
– Un pasto nei bar o ristoranti che si affacciano sul mare circa 5 euro, intorno agli 8 se di pesce fresco.
Insomma, sarà che gli albanesi sono un popolo ospitale e mi è rimasto nel cuore, sarà che non avevo mai provato la sensazione di arrivare in spiaggia, essere riconosciuta come italiana, sentir cambiare la compilation e fare l’ingresso tra le file di ombrelloni sulle note di Viva la mamma, sarà l’acqua cristallina, sarà il tempo che si è fermato, Ksamil, e più in generale l’Albania, è sicuramente una meta che vorrò al più presto rivedere.

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