Adoro le domeniche al museo, ti permettono, oltre che vedere cose che non hai mai visto in maniera gratuita, di poter tornare nei musei a te cari solamente per respirare l’aria che si trova al suo interno.
Scelgo così di tornare in luogo magico, gli Uffizi.
Armata di santa pazienza, immaginando file mastodontiche, arrivo di prima mattina in piazza della Signoria.
Una piccola coda, che scorre veloce, mi fa arrivare ad una macchinetta che mi permette di scegliere l’orario di ingresso della mia visita. E così scelgo le ore 12, sperando che l’ora di pranzo avrebbe reso meno affollata la visita.
L’organizzazione è perfetta.
Gli ingressi, scaglionati ogni 15 minuti, evitano lunghe code ed attese.
Basta essere lì 5 minuti prima dell’ingresso programmato.

Sono pochi i corridoi che fanno battere il cuore di una donna e quello a ferro di cavallo, capolavoro del Vasari è uno di quelli.
Si dice che alcuni musei debbano essere visti due volte:
– una per apprezzare le opere;
– una per ammirare l’edificio.
E gli Uffizi non fanno eccezione.
La sua costruzione risale al 1560 quando Cosimo I Dei Medici decise di abbattere il quartiere malfamato di Baldracca, luogo di prostituzione e malavita, per costruire l’edificio che avrebbe ospitato gli “Uffizi”, ovvero gli uffici giudiziari e amministrativi di Firenze che doveva riunire le 13 più importanti magistrature fiorentine.

Affidò l’impresa al suo artista di fiducia, Giorgio Vasari, che già si occupava del cantiere dell’adiacente Palazzo Vecchio.
Vasari riuscì a risolvere con grande maestria i problemi imposti da uno spazio ristretto adottando soluzioni di grande impatto scenografico.
Due corpi longitudinali principali collegati da un lato più breve che si aprono verso Piazza Della Signoria regalando una perfetta inquadratura di Palazzo Vecchio e della sua torre.
Al pian terreno, dietro il loggiato architravato coperto con volte a botte, furono posti gli uffici delle 13 magistrature, mentre al piano superiore furono ubicati gli uffici amministrativi e gli opifici granducali, laboratori dediti alla fattura di oggetti di particolare pregio.

In occasione delle nozze di Francesco I e Giovanna d’Austria, fu realizzato, nel 1565, un passaggio che univa gli Uffizi alla residenza di Palazzo Pitti, l’attuale Corridoio Vasariano.
Il Corridoio, riservato alla corte per tre secoli, fu aperto al pubblico nel 1865, si può ammirare da una grande vetrata che si apre sul Ponte Vecchio.

Alla morte del Vasari l’incarico di completamento dei lavori fu affidato a Alfonso Parigi e Bernardo Buontalenti a cui si deve la Loggia dei Lanzi.
Con la fine della dinastia dei Medici, dopo la morte senza eredi di Gian Gastone, nel 1737, la sorella di quest’ultimo, Anna Maria Luisa Dei Medici, decise, con la Convezione del medesimo anno, di donare tutti i capolavori e tesori storici presenti nel palazzo al Gran Ducato, al fine di condividere col mondo tale patrimonio, decretandone la sua inalienabilità e l’esclusiva proprietà di Firenze: fu così che gli Uffizi divennero il primo museo moderno d’Europa.
E se, riuscite a rimanere impassibili difronte alla storia degli Uffizi, alla sua maestosità architettonica, ai suoi soffitti affrescati, alle sue viste che offrono scorci imperdibili di Firenze, sicuramente non riuscirete ad esserlo davanti ai capolavori che custodisce.
E se proprio nemmeno così sono riuscita a conquistarvi, ricavatevi del tempo per sorseggiare un aperitivo al bar al suo interno che si affaccia su una terrazza da cui possiamo ammirare Palazzo Vecchio e in lontananza la Cupola del Brunelleschi.

Informazioni utili

Se non approfittate delle domeniche gratuite vi consiglio di prenotare on-line il biglietto per la visita, anche se ha un costo aggiuntivo di 4€, sarà di aiuto nell’evitare file interminabili all’entrata.
Sito web del museo – Prevendita biglietti.
La visita al museo è gratuita:
– Minori di 18 anni di età (i minori di 12 anni devono essere accompagnati);
– Persone con disabilità;
La visita al museo è ad ingresso ridotto, 2€:
– Cittadini dell’Unione Europea dai 18 ai 25 anni di età.

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