Ve la ricordate la storia del Pifferaio magico?
La fiaba I Bambini di Hamelin, meglio conosciuta come Il Pifferaio magico, dei Fratelli Grimm, racconta la storia di un pifferaio a cui venne chiesto di liberare la città di Hamelin, in Bassa Sassonia, dai topi. 
I topi, incantati dalla melodia del flauto magico, seguirono il pifferaio fino al fiume, in cui si gettarono.
Avendo adempiuto alla missione il pifferaio si recò in città per riscuotere il compenso ma la cittadinanza si rifiutò di pagarlo, sbeffeggiandolo inoltre per i suoi metodi.
Così, il pifferaio decise di vendicarsi.
Mentre gli adulti del villaggio erano in chiesa, il pifferaio iniziò a suonare nuovamente il suo piffero, attirando questa volta i bambini del villaggio, conducendoli in una grotta.
I bambini imprigionati nella grotta scavarono una via di uscita e arrivarono in Transilvania, a Braşov.
La città di Braşov sembra infatti uscita dalle fiabe.

Anche se gli stili architettonici variano dal romanico, al gotico, al barocco, Braşov ha un ché di moderno e bohémienne.
Il piccolo centro storico è visitabile a piedi.
É piacevole perdersi nelle sue strade, circondati da caffè, locali o piccoli negozi.

Le facciate delle case del centro di color pastello sono in contrapposizione con la Biserica Neagră (Chiesa Nera), la più grande chiesa gotica della penisola balcanica.
Il suo nome è dovuto ad un incendio scoppiato a fine del 1600 che ne annerì le parete esterne.
Al suo esterno possiamo notare svariate scalfitture, si racconta infatti che i soldati erano soliti affilare le lame delle proprie spade sulle sue pareti.

Girare attorno alla chiesa toccando con le mani i segni lasciati, ti porta indietro nel tempo, ti fa immaginare, quasi si fosse bambini, di essere soldati, con gli elmetti, l’armatura e la spada.
Grazie alla sua posizione strategica Braşov è la base ideale per un piccolo tour della Transivania.

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