Il primo articolo su un blog non si dimentica mai ed io non potevo non partire dalla mia amata Toscana e da uno dei suoi gioielli il cui futuro sembra ogni giorno più incerto.
Alle porte di Firenze, nel Comune di Reggello, si erige il più importante esempio di architettura orientalistica in Italia, il Castello di Sammezzano.
Il Castello, di antica storia, assume le sembianze attuali grazie a Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, esponente politico fiorentino dell’800, che tra il 1843 e il 1889 si dedicò all’impresa titanica di trasformare il Castello e il Parco di Sammezzano. 

Attraverso una piccola scala interna arriviamo al piano monumentale del Castello, il primo, che si apre con la vista del salone di ingresso. Già in questa stanza entriamo nel sogno d’oriente di Ferdinando. Su due porte, poste l’una difronte all’altra, capeggia la scritta “Non plus ultra” che sta a significare che non si può andare oltre, che non troveremo mai un altro luogo più bello di questo.
Si sa, noi toscani un poco megalomani siamo, ma in questo caso Ferdinando aveva ragione.

Il piano monumentale si articola in 18 stanze, ognuna della quale è realizzata con meticolosa cura nei dettagli. I giochi di colori, dei materiali, il sapiente uso di illuminare gli spazi, si, perché nel Castello la luce è protagonista, rendono ogni stanza unica. In ognuna scritte in latino, piccole perle dai grandi significati.

“Pudet dicere sed verum est publicani scorta – latrones et proxenetae italiam capiunt vorantque nec de hoc doleo sed quia mala – omnia no meruisse censeo.”

Mi vergono a dirlo ma è vero, esattori, prostitute, ladri e sensali tengono in pugno l’Italia e la divorano. Ma non di questo mi dolgo ma del fatto che ci siamo meritati i nostri mali.”

Sul Castello di Sammezzano la leggenda narra che fu posta una maledizione, che vuole che chiunque cerchi di speculare sul Castello stesso traendone beneficio personale debba cadere in rovina. Ed è così che effettivamente dalla morte di Ferdinando è stato.
Chiuso al pubblico da oltre 25 anni, è stato oggetto di saccheggio e di atti vandalici.
Statue, lampadari, vetri e arredi sono stati trafugati.
Il fallimento dell’ultimo proprietario ha portato il gioiello toscano in una fase di stallo in attesa di un’asta giudiziaria che ne cambierà la proprietà.
E in questa fase di stallo, in cui sono numerosi gli interventi di conservazione e ristrutturazione necessari, che si teme per la sua sopravvivenza.

Attualmente le visite sono state sospese. E voi, siete riusciti a vederlo?

Per saperne di più http://www.savesammezzano.com

4 Replies to “Il Castello di Sammezzano”

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